04 Apr 2014

6 aprile 2014. Il nostro atto di responsabilità è nella ricostruzione che parte dalla memoria

04/04/2014

In questi giorni particolari, dedicati alla memoria di quel fatidico 6 aprile 2009, Eni si unisce al lutto cittadino e ricorda le 309 vittime.

 

A 5 anni dal terremoto che ha gravemente colpito la città dell’Aquila e i suoi abitanti, c’è ancora molto da ricostruire, prima fra tutti, la memoria delle persone che l’hanno costruita, la abitano e la vivono quotidianamente.

 

Con “Un giorno a Collemaggio”, Eni vuole dare il suo contributo recuperando uno dei luoghi simbolo della città dell’Aquila, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio dove religione, cultura e socialità si fondono e diventano storia e dove “ricostruzione” e “memoria” viaggiano su unico binario con lo scopo di restituire a tutta la comunità aquilana, la speranza di un nuovo futuro senza, per questo, dimenticarne la storia.

 

Il diario che stiamo realizzando grazie ai vostri contributi, ai vostri racconti, è una forte e chiara testimonianza di quanto, oggi più di ieri, giovani, adulti, uomini, donne e bambini, siano legati a questi luoghi e di quanto sia forte il desiderio di vederli tornare a splendere e, quindi, di poterli tornare a vivere.

 

Per ottenere tutto questo, oltre alla speranza c’è bisogno di concretezza, ma soprattutto di responsabilità, la cui importanza abbiamo voluto farcela raccontare da un giovane volontario aquilano, Giovanni Max Mangione.